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14Mag

Cass. pen., Sez. IV, 14 dicembre 2017, n. 5477
Limiti e confini dell’obbligo del committente di verificare l’adempimento degli obblighi del coordinatore per la progettazione e del coordinatore per l'esecuzione dei lavori

Com’è noto la disciplina in materia di cantieri prevista dal Titolo IV D.lgs. n. 81/2008 prevede la possibilità per il committente, il quale non possa o non voglia gestire in proprio tale ruolo, di avvalersi della cooperazione di soggetti qualificati e dotati di particolari requisiti, quali i coordinatori per la progettazione ed esecuzione dei lavori. La designazione del coordinatore per la progettazione e del coordinatore per l'esecuzione dei lavori, tuttavia, ai sensi dell’art. 93, comma 2, non esonera il committente o il responsabile dei lavori dalle responsabilità connesse alla verifica dell'adempimento degli obblighi di cui agli articoli 91, comma 1, e 92, comma 1, lettere a), b), c) d) ed e).
Ciò premesso la Corte di Cassazione, nella pronuncia in esame, ha precisato che gli obblighi del committente vanno tenuti nettamente distinti da quelli del nominato coordinatore per la progettazione ed esecuzione dei lavori, che deve avere specifici requisiti, tali da assicurare una competenza tecnica, di cui il primo può essere privo. Tali obblighi, ad avviso della Suprema Corte, “si riducono nel controllo della materiale e regolare esecuzione, da parte del coordinatore, dei suoi compiti e non nella sua integrale sostituzione”.
In particolare, la sentenza in parola ha chiarito che l’obbligo del committente di verificare l'adempimento dell’obbligo del coordinatore di predisporre il piano di sicurezza e coordinamento non può tradursi nell’ integrale e piena responsabilità del committente per il contenuto di tale documento. D’altro canto, come osserva la Cassazione, “il committente non può ingerirsi, in considerazione sia della sua competenza sia del sistema normativo complessivo, nella redazione del piano, di cui risponde il coordinatore”. L’obbligo di verifica gravante in capo al committente, pertanto, non può che comportare esclusivamente “il controllo della elaborazione del documento e della sua non evidente e macroscopica inadeguatezza o illegalità”.


 
Avv. Chiara Giuntelli
Studio Lageard

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