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14Feb

Cass. pen., Sez. IV, 03 dicembre 2018, n. 54010
Obblighi e responsabilità del committente.

Con riguardo alla responsabilità del committente, la Corte di Cassazione ha recentemente ricordato il principio secondo il quale, “il dovere di sicurezza gravante sul datore di lavoro opera anche in relazione al committente, dal quale non può tuttavia esigersi un controllo pressante, continuo e capillare sull'organizzazione e sull'andamento dei lavori, occorrendo verificare in concreto quale sia stata l'incidenza della sua condotta nell'eziologia dell'evento, a fronte delle capacità organizzative della ditta scelta per l’esecuzione dei lavori, avuto riguardo alla specificità dei lavori da eseguire, ai criteri seguiti dallo stesso committente per la scelta dell'appaltatore o del prestatore d'opera, alla sua ingerenza nell'esecuzione dei lavori oggetto di appalto o del contratto di prestazione d'opera, nonché alla agevole ed immediata percepibilità, da parte del committente, di situazioni di pericolo”.
In particolare, la Corte ha ribadito che il committente è titolare di un’autonoma posizione di garanzia e può essere chiamato a rispondere dell'infortunio subito dal lavoratore qualora l'evento si colleghi causalmente ad una sua colpevole omissione, specie nel caso in cui la mancata adozione o l'inadeguatezza delle misure precauzionali sia immediatamente percepibile senza particolari indagini. Inoltre, ha precisato la Suprema Corte, qualora il lavoratore presti la propria attività in esecuzione di un contratto d'appalto, il committente è esonerato dagli obblighi in materia antinfortunistica, con esclusivo riguardo alle precauzioni che richiedono una specifica competenza tecnica nelle procedure da adottare in determinate lavorazioni, nell'utilizzazione di speciali tecniche o nell'uso di determinate macchine.
Alla luce dei principi richiamati, la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di condanna nei confronti di un committente – il quale, peraltro, era costantemente presente in cantiere e, di fatto, dirigeva i lavori – per un infortunio mortale occorso ad un lavoratore, il quale, camminando su pannelli di legno non idonei a sostenere il peso di una persona, posti a copertura di un’apertura nel solaio non adeguatamente segnalata, protetta o recintata, era caduto nel vuoto dall’altezza di quattro metri.

Avv. Giulia BRUNELLI

Studio Lageard

 

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